Equiseto

Equisetum arvense L.

Famiglia: Equisetaceae

L’Equiseto è una pianta perenne erbacea molto antica che cresce spontanea in quasi tutte le zone umide del mondo, anche nei paesi mediterranei; è facile ritrovarla ai bordi dei fossi, dei torrenti e degli stagni. Essendo una pterodofita, non sviluppa fiori e dal rizoma, molto lungo e nodoso, si sviluppano fusti che possono essere fertili o sterili. I primi si formano all’inizio della primavera e vengono utilizzati cotti come alimenti. Occorre prestare attenzione a non confonderlo con l’Equisetum palustre, più ricco in alcaloidi e noto per la sua tossicità. I fusti sterili, che compaiono successivamente, hanno un aspetto quadrangolare e si presentano formati da vari rametti che sembrano incastrati gli uni dentro gli altri a livello delle varie sezioni internodali; ne deriva una morfologia particolare della pianta chiamata anche Coda cavallina. La parte esterna del fusto è fortemente silicizzata, tanto da sentirlo al tatto passando le mani sulla superficie.

Droga vegetale

Fusti sterili. 

Costituenti chimici

La pianta è ricca di sostanze minerali (circa il 10%), in particolare sali di potassio e soprattutto silicio solubile e insolubile; quest’ultimo è responsabile del potere abrasivo delle piante e del suo tradizionale utilizzo nella lucidatura delle pentole di rame e della levigatura del legno. Altri componenti chimici sono: flavonoidi (tra cui abbonda il quercetolo e il campferolo), steroli, tannini, vitamine e alcaloidi in tracce (paludina e nicotina).

Indicazioni e modalità d’uso

La pianta è conosciuta tradizionalmente per le sue proprietà diuretiche, remineralizzanti, e antiemorragiche. Quest’ultima proprietà si ritrova in vecchie ed empiriche descrizioni di usi popolari che indicavano il succo e gli estratti di Equiseto come dotati di attività emostatica e pro-coagulante da utilizzare in particolare nelle perdite emorragiche dell’apparato genitale femminile e per le emorroidi. In realtà nessuno studio clinico le ha mai confermate.

La moderna fitoterapia riconosce all’Equiseto la duplice azione remineralizzante e diuretica, già identificata nella medicina popolare.

L’abbondante presenza di sali minerali facilmente assorbibili, rende l’Equiseto un valido remineralizzante per rinforzare unghie, capelli e ossa. In particolare, sotto forma di estratti secchi standardizzati in silicio, trova applicazione nella prevenzione e cura dell’osteoporosi, per consolidare la struttura del tessuto connettivo e per il mantenimento dell’elasticità del tessuto aortico.

Per quanto riguarda l’attività diuretica, stimolata dalla grande abbondanza di flavonoidi e silicati, la diuresi provocata è puramente idrica e non viene modificato l’equilibrio elettrolitico.

Le preparazioni tradizionali (infusi, estratti liquidi e secchi, succhi) sono correttamente utilizzabili e descritte nella monografia Europea. Se dopo una settimana di utilizzo persiste il sintomo si consiglia di interrompere e consultare il medico. L’infuso si ottiene con 2-3 g di droga per 250 ml di acqua.

In ambito cosmetologico la droga è impiegata per la produzione di prodotti lievemente abrasivi per la pulizia profonda della pelle (peeling) e per la creazione di creme contro le rughe, e l’invecchiamento cutaneo.

La farmacopea tedesca riporta l’uso di questa pianta nella preparazione di vini dolci.

Avvertenze

Non sono noti effetti tossici e secondari all’uso della pianta nell’uomo. Come per tutte le sostanze ad azione diuretica, occorre prestare attenzione alla contemporanea somministrazione di altri farmaci ad azione diuretica. Per mancanza di dati, viene sconsigliato l’uso in gravidanza e allattamento.

Referenze

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